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Polistirene - Polistirolo Espanso
Il Polistirene - Polistirolo Espanso, prove previste dalla normativa PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 14 Ottobre 2008 04:34

Il produttore deve dichiarare la classe di appartenenza del proprio prodotto polistirene - polistirolo espanso, la conducibilità termica e la resistenza termica, le classi o i livelli relativi ai requisiti comuni per tutte le applicazioni.

Se per un’applicazione specifica non sono richiesti livelli ed una proprietà è irrilevante per quell’applicazione, allora non serve determinare quella specifica proprietà.

Il valore dichiarato per una proprietà deve rappresentare almeno il 90% della produzione e nessun valore singolo deve essere inferiore del 10% di quello dichiarato.

Per alcune proprietà sono possibili dei metodi indiretti di misurazione.


3.a) Conducibilità termica

La conducibilità termica (solitamente indicata con λ) di un materiale è definita come il rapporto tra il flusso di calore  ed il gradiente di temperatura.

Mentre la conducibilità termica è caratteristica del materiale, la resistenza termica R ( che viene espressa in m² K W-1 ) dipende dalla geometria del manufatto e in particolare per le lastre piane è legata allo spessore d mediante la relazione: R = d/λ.

La conducibilità termica è una proprietà fondamentale per un prodotto come le lastre di polistirene - polisitorlo espanso (EPS) destinate in impieghi in edilizia per isolamento termico.

Secondo la normativa europea la conducibilità e la resistenza termica rientrano fra i requisiti caratteristici da determinare per tutte le applicazioni. La sua misura deve essere condotta secondo il EN 12667 o, per prodotto con alti spessori ( s > 100 mm), il EN 12939 che richiamano la norma ISO 8301 come metodo di analisi. Il valore della conducibilità termica deve essere dichiarato dal fabbricante alla temperatura di riferimento di 10°C e deve essere misurato nelle seguenti condizioni:

-    temperatura media di (10 ± 0,3) °C,

-    dopo condizionamento in atmosfera a 23 °C e 50% U.R.

Per le prove iniziali di tipo sul prodotto, il produttore deve avere almeno dieci misurazioni dirette della conducibilità termica o della resistenza termica e per l’ottenimento del valore dichiarato può utilizzare anche dati registrati. L e misurazioni devono essere condotti a intervalli regolari distribuiti in almeno 12 mesi; se sono disponibili meno di 10 misurazioni il periodo può essere esteso per un massimo di tre anni purché prodotto e processo di ottenimento non siano significativamente cambiati. Per nuovi prodotti le determinazioni devono essere effettuate in modo uniformemente distribuiti in un periodo non minore di 10 giorni.

La conducibilità e la resistenza termica dichiarata dipendono da due fattori:

-    la deviazione standard delle misurazioni,

-    il numero di misurazioni.

Una bassa deviazione standard delle misurazioni è indice di una produzione con caratteristiche costanti nel tempo che si può ottenere mediante un opportuno “ controllo di produzione di fabbrica”  (F.P.C.: vedere EN 13172). Siccome il fattore k diminuisce all’aumentare delle misurazioni disponibili, per potere dichiarare una “bassa” conducibilità termica ( o equivalente, una “alta” resistenza termica) bisogna disporre del maggiore numero possibile di misurazioni dirette.

Il FPC comprende le tecniche operative e tutte le misurazioni necessarie per regolare e mantenere la conformità dell' EPS polistirene - polistirolo espanso prodotto ai requisiti della norma di prodotto.

L' organizzazione del fabbricante deve essere tale da prevedere un FPC documentato mediante:

-   Manuale di qualità dell' EPS polistirene polistirolo espanso;

-  Documenti che definiscano le responsabilità e autorità del personale che gestisce le azioni preventive e correttive per la non conformità e identifichi e registri i problemi attinenti la qualità dell' EPS polistirene - polistirolo espanso prodotto.

-    Nomina di un rappresentante della direzione che supervisioni il FPC;

-   Riesame periodico e registrato del FPC da parte della Direzione.

Il manuale qualità deve descrivere:

-   La politica aziondale della qualità impiegata nella produzione dell' EPS polistirene - polistirolo espanso;

-   La struttura organizzativa Poliart;

-   Le responsabilità e autorità nei riguardi della conformità dell' EPS - polistirene - polistirolo espanso prodotto;

-   Le procedure per la specifica e verifica delle materie prime e altri componenti;

-   Il controllo della produzione EPS polistirene- polistirolo espanso in fabbrica;

-   Le ispezioni e prove ( eseguiti da idoneo personale ) con le loro frequenze e le modalità di riprova in caso di esiti negativi;

-   Le mo modalità e frequenze di taratura ( a fronte di campioni di riferimento nazionali o internazionali ) e verifica degli strumenti e apparecchiature di prove e misura.

-   Le procedure per la movimentazione, immagazzinamento, imballaggio, marcatura ed etichettatura dell' EPS polistirene - polistirolo espanso;

-   Le procedure per l' addestramento del personale per le attività connesse alla qualità dell' Eps polistirene - polistirolo espanso;

-   Le modalità di rintracciabilità del prodotto.

 

 

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso, normativa sinterizzato PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 30 Settembre 2008 05:22

L' EPS, polistirene - polistirolo espanso è il materiale leader per l' isolamento termico in edilizia ed il primo tra gli espansi plastici cellulari.

Come tale, le sue caratteristiche sono state studiate in modo approfondito.

Parimenti inteso è stato il lavoro degli Enti normatori in Italia e all' estero per definire tipi unificati di Eps, polistirene - polistirolo espanso e relative caratteristiche limite, metodi di prova e procedure di controllo.

Il presente capitolo intende illustrare questa complessa materia, contribuendo così a fare chiarezza in ambito di questo importante mercato.

Per eventuali chiarimenti relativi al presente capitolo prego consultare il nostro ufficio tecnico tramite email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

EPS polistirene - polistirolo espanso per isolamento termico in edilizia:

LA NORMATIVA EUROPEA E LE NORME COLLEGATE

Tale norma è parte di un pacchetto di norme che riguardano tutti i materiali per isolamento termico come:

LANA MINERALE

POLISTIRENE ESPANSO

POLISTIRENE ESTRUSO

POLIURETANO

SCHIUMA FENOLICA

VETRO CELLULARE

LANA DI LEGNO

PERLITE ESPANSA

SUGHERO ESPANSO

FIBRE DI LEGNO

La norma EN 13172 invece riguarda la valutazione delle conformità durante la fase di produzione. Alla norma di prodotti EN 13163 sono invece collegate le norme europee relative ai metodi di analisi delle caratteristiche necessarie a classificare l' EPS polistirene - polistirolo espanso:

Requisiti

Il nuovo sistema di specificazione per l' EPS polistirene - polistirolo espanso secondo la norma europea non è più a " classi chiuse " bensì a  " classi aperte ".

Le caratteristiche vengono dichiarate sotto forma di " codici di designazione " che riportano a specifici livelli ( limiti superiori o inferiori di una proprietà ) o classi ( combinazioni di due livelli in cui il valore di una proprietà può rientrare ).

I requisiti sono di due tipi:

. Per tutte le applicazioni;

. Per applicazioni specifiche.

Requisiti per tutte le applicazioni

I requisiti ( tra parentesi è indicato il metodo di analisi ) che devono essere soddisfatti da ogni prodotto, sono:

. Resistenza termica e conducibilità termica

. Larghezza e lunghezza

. Spessore

. Perpendicoalrità

. Planarità

. Stabilità dimensionale

. Resistenza a flessione minima

. Reazione al fuoco

 Resistenza termica riferita a 10 gradi centigradi.

La resistenza termica deve sempre essere espressa insieme alla conducibilità termica. I valori dichiarati di resistenza e conducibilità devono essere rappresentativi del 90% della produzione e determinati con un valore di confidenza del 90%. Il valore di resistenza è calcolato con lo spessore nominale. Quando il prodotto deve essere sottoposto a prova di compressibilità si utilizza lo spessore ottenuto con carico di 250 Pa.

Requisiti per applicazioni specifiche

I requisiti ( tra parentesi è indicato il metodo di analisi che devono essere soddisfatti dal prodotto in base al suo specifico impiego ( se una certa caratteristica non è richiesta per ua particolare applicazione, questa non deve essere necessariamente determinata e dichiarata dal fabbricante ) sono:

 


-    Stabilità dimensionale in condizioni specifiche di temperatura ed umidità (EN 1604).
-    Deformazione in condizioni specifiche di carico compressivo e di temperatura (EN 1605).
-    Sforzo di compressione al 10% di deformazione (EN 826) e di carico localizzato.
-    Resistenza alla trazione perpendicolare alle facce (EN 1607).
-    Resistenza a flessione (EN 12089).
-    Scorrimento plastico (CREEP) a compressione (EN 1606).
-    Assorbimento d’acqua:
- a lungo termine per immersione (EN 12087),
- a lungo termine per diffusione (EN 12088).
-    Resistenza al gelo – disgelo (EN 12091).
-    Resistenza alla trasmissione del vapore acqueo (EN 12086).
-    Rigidità dinamica (EN 29052-1).
-    Compressibilità (EN 12431).
-    Densità apparente (da determinare per prove indirette ) (EN 1602).
-    Rilascio di sostanze pericolose (metodo europeo in corsi di definizione).
 

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso e lo smaltimento dei rifiuti PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 23 Settembre 2008 08:41

Un problema di rapporti fra EPS polistirene - polistirolo espanso e ambiente esterno, completamente diverso da quelli fin qui trattati, è costituito dallo smaltimento dei rifiuti dell’EPS polistirene - polistirolo espanso.


Questo problema riguarda piuttosto marginalmente l’EPS polistirene - polistirolo espanso impiegato nelle applicazioni edilizie, dove consiste in pochi sfridi prodotti all’atto dell’applicazione, mentre alla demolizione è unito alla massa degli altri materiali destinati alla discarica.


Ne diamo tuttavia un cenno per completezza di trattazione, dal momento che, a causa della voluminosità e non degradabilità, la grande quantità di imballaggio in EPS polistirene - polistirolo espanso che oggi vengono prodotti e poi eliminati, ha posto questo problema alla pubblica attenzione.


I sistemi di smaltimento oggi impiegati per i rifiuti di EPS  polistirene - polistirolo espanso sono essenzialmente:


- riutilizzo per la fabbricazione di espansi: possibili entro certe percentuali e per certi impieghi, per scarti e rifiuti puliti;   

- trasformazione in ammendanti per terreni, essenzialmente come:

- substrato e bonifica del terreno,

- ausiliario per il compostaggio,

- drenaggio.


Secondo l’impiego i rifiuti di EPS polistirene - polistirolo espanso vengono macinati a granulometrie diverse;

- fusione e granulazione per ricavarne materiale da stampaggio o estrusione per manufatti di limitate esigenze;

- combustione con eventuale ricavo di energia: 1 Kg di EPS equivale a 1,2-1,4 litri di olio combustibile;bruciato negli impianti di incenerimento produce soltanto acqua e anidride carbonica;

- discarica: l’EPS polistirene - polistirolo espanso, favorendo l’areazione, accelera la decomposizione delle sostanze organiche della discarica e per parte sua non è nocivo né all’aria né al terreno, né alle acque sotterranee.


I problemi dello smaltimento dei rifiuti di EPS sono attualmente soprattutto problemi logistici per l’organizzazione della raccolta dei rifiuti e il loro avvio nelle migliori condizioni all’impianto di riciclaggio; a questo scopo in vari paesi vi sono già apposite organizzazioni.

CONCLUSIONI

L’impiego in edilizia del Polistirene - Polistirolo Espanso Sinterizzato è collegato con una serie di positive implicazioni ambientali, che il presente trattato ha inteso chiarire, così che sia gli operatori del settore, che i committenti e le pubbliche autorità possono considerare questo materiale con tutta la fiducia che esso merita.


In modo particolare deve essere sottolineata l’importanza del contributo che l’EPS, polistirene - polistirolo espanso, attraverso l’aumento dell’isolamento termico degli edifici, può dare alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Un risultato notevole può essere raggiunto restando nei limiti attuali di fattibilità tecnica e di convenienza economica, purché gli interventi siano veramente generalizzati. Il conseguimento di tale obiettivo comporta una molteplicità di azioni, sia a livello nazionale che locale, per le quali è necessaria una generale sensibilizzazione. Poliart dà, con la sua diffusa attività informativa, di cui questo capitolo è un esempio, il suo contributo a questo fine.

Poliart, con tutto il suo staff, ringrazia tutti i visitatori per la gentile considerazine dimostrata nel prendere nota di quanto sopra.

 
Isolamento termico degli edifici per la riduzione dell' inquinamento atmosferico PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Sabato 20 Settembre 2008 11:17

E’ evidente, da quando detto sopra, il collegamento fra inquinamento atmosferico e consumo di combustibili per il riscaldamento degli edifici e altrettanto evidente è l’importanza di ogni iniziativa volta a ridurre tale consumo.

Ciò può essere fatto seguendo varie strade ( sostituzione dei combustibili fossili con energie alternative non inquinanti, miglioramento nella produzione, regolazione e distribuzione del calore, ricupero di calore, ecc.), ma una delle strade più dirette e di effetto permanente è senza dubbio la riduzione delle dispersioni termiche dell’edificio mediante un rafforzamento del suo isolamento termico.

Questo ragionamento vale evidentemente qualunque sia il materiale impiegato per l’isolamento termico, ma vale la pena di svilupparlo in modo particolare per l’EPS polistirene - polistirolo espanso, in quanto materiale coibente fra i più diffusi in edilizia e particolarmente versatile e adatto alla quasi totalità dei casi di isolamento termico; ciò è specialmente importante per l’impiego nelle opere di ristrutturazione o riabilitazione delle costruzioni esistenti; infatti un effetto apprezzabile sul consumo globale di combustibili e quindi sull’inquinamento atmosferico si potrà avere soltanto operando in maniera massiccia sul parco edilizio esistente.

Può essere interessante ricercare si vi sono limiti, economici o tecnici, nell’impiego dell’EPS polistirene espanso per l’isolamento termico.   Nel dimensionamento economico dell’isolamento termico si è già messo in evidenza come il limite di convenienza di un isolamento termico con EPS polistirene - polistirolo espanso, cioè quello che massimizza il valore attuale netto dell’investimento ( risparmio annuo attualizzato meno spesa di impianto), si trova per spessori di isolamento termiconettamente superiori a quelli che oggi prescrive la nostra legislazione per gli edifici nuovi.

Si è osservato che per risparmiare energia; isolando si deve cominciare a consumare energia per produrre l’isolante ed è legittimo domandarsi se e fino a che limite è favorevole il bilancio energetico relativo. Studi in proposito (9) hanno dimostrato che anche da questo punto di vista l’isolamento termico ottimale con EPS polistirene - polistirolo espanso comporta spessori molto superiori a quelli correnti ( più di 30-50cm!).

La considerazione di limiti così elevati ha indotto a verificare la possibilità tecnica di edifici a basso consumo di energia o al limite di “case a energia zero”. Senza considerare queste ultime, che presuppongono più complessi sistemi di utilizzo delle energie gratuite, le case a bassa energia hanno ricevuto molta attenzione negli ultimi anni, specialmente in Germania e Austria.

La tabella seguente mostra la progressione delle trasmittanze ( in W/m² K) delle costruzioni in Germania, dalla situazione ante 1977, alla casa a bassa energia. Le conseguenze, in termini di consumo di gasolio e di emissione di CO, delle 4 situazioni della tabella, sono rappresentate visivamente nella figura 5. La situazione italiana in termini di isolamento termico è senz’altro peggiore; in termini di consumi beneficia di un clima mediamente più mite. La tendenza è comunque istruttiva per tutti.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso e l' ambiente esterno - Inquinamento atmosferico PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Giovedì 18 Settembre 2008 09:29

Inquinamento atmosferico, cause e conseguenze.

L’inquinamento dell’ambiente esterno è ormai oggetto permanente di preoccupazione generale, sia per quanto riguarda i suoi aspetti contingenti, ormai costantemente seguiti, specialmente nei grossi agglomerati urbani, dove essi si fanno maggiormente sentire, sia per le conseguenze a lungo termine, oggetto di vivaci discussioni in tutto il mondo, dalle quali emergono con sempre maggiore frequenza previsioni catastrofiche, che non possono non richiamarci alle nostre responsabilità verso le generazioni future.

Non c’è dubbio comunque che, anche se per il lungo termine si sommano agli effetti delle attività umane le lente modificazioni naturali (finora ben poco comprese) del clima del nostro pianeta, tuttavia per l’immediato sono le nostre attività a influire negativamente sulla qualità dell’ambiente e i responsabili principali, specialmente per l’aria, sono i processi di combustione, che da alcuni decenni noi attuiamo in una misura di vari ordini di grandezza superiore ai passati secoli e millenni.

La disponibilità di combustibili fossili a basso costo ha favorito lo sviluppo senza precedenti di industrie, trasporti e benessere abitativo, ma ha avuto e avrà pesanti conseguenze, i cui costi solo in parte sono già emergenti.

L’inquinamento dell’aria, specialmente nei grandi agglomerati, provoca danni alla salute, non facilmente quantizzabili, ma certamente imponenti, se si pensa al valore delle giornate lavorative perse4, al costo delle cure mediche, senza trascurare quanto vale la riduzione della qualità della vita che ne consegue.

A ciò si devono aggiungere gli effetti inquinanti di acqua e suolo da parte delle piogge acide su foreste, zone agricole, ecosistemi marini e lacustri, monumenti, ecc. per non parlare di quelli a lungo termine, come l’effetto serra, il buco dell’ozono e le conseguenze, cui l’umanità sembra non pensare troppo, dell’allegro sfruttamento di risorse non rinnovabili, quindi sempre più care e contese, come mostrano le ricorrenti crisi mondiali che partono dalle zone petrolifere.

Per quanto attiene al campo di interesse della Poliart, è da rilevare che dei tre grandi settori responsabili dell’impiego dei combustibili, al benessere abitativo deve essere imputato almeno un quarto del loro consumo e quindi ogni intervento inteso a ridurlo è contributo apprezzabile alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e ambientale in genere.   

Che l’inquinamento atmosferico in particolare sia strettamente legato al consumo di combustibili per il riscaldamento degli edifici, è facilmente deducibile, osservando l’andamento stagionale di uno dei componenti principale, e certamente il più seguito, dell’inquinamento atmosferico, cioè l’anidride solforosa ( SO).

 
Il polistirene - Polistirolo Espanso nel contributo all' isolamento acustico PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 16 Settembre 2008 09:17

Fra le componenti del benessere abitativo, la quiete viene ormai considerata una delle più rilevanti.

L’EPS polistirene - polistirolo espanso , nei tipi correntemente impiegati per l’isolamento termico, non contribuisce in modo apprezzabile a questo aspetto del benessere.

Vi contribuisce invece egregiamente un tipo derivato: l’EPS polistirene - polistirolo espanso elasticizzato. L’EPS polistirene - polistirolo espanso elasticizzato (per un riferimento normativo si può vedere la norma DIN 18164 parte 2), è ottenuto da quello normale con un trattamento meccanico di compressione, che ne aumenta la cedevolezza e si è dimostrato un ottimo isolante dai rumori generati da urti contro parti dell’edificio, in particolare i rumori da calpestio.

Questi ultimi sono fra i più lamentati, perché disturbano le persone proprio quando, fra le quattro mura domestiche, aspirano alla quiete dopo una giornata di lavoro. I moderni complessi multifamiliari, generalmente costituiti da strutture multipiano di scarsa massa, sono la sede tipica di questi inconvenienti, causa a loro volta di tensioni e aggressività.

Il rimedio è costituito dal cosiddetto “pavimento galleggiante”, in cui, sopra la soletta, p.es. in laterocemento, viene posato uno strato (20-40 mm) di EPS polistirene - polistirolo espanso elasticizzato e sopra questo viene gettato il massetto di ripartizione, che deve essere dotato di una certa massa ed essere isolato elasticamente dalle pareti perimetrali; sul massetto si applica poi il pavimento propriamente detto, che può essere di qualsiasi tipo. 

La normativa italiana è ancora carente da questo punto di vista; altre normative hanno già recepito queste esigenze; in particolare il recente ( nov.’89) rifacimento della norma DIN 4109 impone in Germania un notevole grado di isolamento al calpestio in tutte le costruzioni e l’EPS elasticizzato è perfettamente adeguato a queste esigenze.

Esperienze tedesche hanno dimostrato che questo tipo di EPS polistirene - polistirolo espanso (che contribuisce anche, come quello normale, all’isolamento termico), può fornire un apprezzabile incremento di isolamento termico anche per i rumori trasmessi attraverso le pareti.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso e la purezza dell' aria PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Venerdì 12 Settembre 2008 11:22

Le problematiche legate alla purezza dell’aria assumono sempre più peso considerevole nel controllo della qualità dell’aria degli spazi residenziali. Ciò è dovuto all’aumento della presenza di elementi inquinanti, sia all’interno degli alloggi, sia nell’ambiente esterno.

I problemi si sono aggravati negli ultimi anni in connessione alla tendenza a ridurre il ricambio d’aria degli ambienti per conseguire un risparmio di energia; poiché ciò è stato tentato per lo più semplicemente sopprimendo o riducendo i passaggi dell’aria fra interno ed esterno ( tenute dei serramenti, camini ), senza controllare efficacemente il fenomeno ( con ventilazione meccanica, scambiatori di calore, percorsi obbligati dell’aria, ecc.), ne è conseguita una maggiore concentrazione degli elementi inquinanti negli ambienti, in primo luogo umidità, ma anche prodotti dell’attività e del metabolismo ed emanazioni dei materiali costituenti l’edificio o in esso contenuti.

Fra questi ultimi è comprensibile che l’attenzione si sia concentrata sui materiali più recenti, trascurando quelli con i quali l’umanità, bene o male, convive da migliaia di anni.

In effetti i materiali recenti hanno fornito più di un motivo di preoccupazione per la salute degli abitanti, ma l’informazione in proposito ha spesso provocato confusione nell’opinione pubblica, per lo più attribuendo a tutti i materiali di una certa categoria merceologica (p.es. gli espansi plastici ) caratteristiche proprie soltanto di qualcuno di essi. Il Polistirene Espanso Sinterizzato non è sfuggito a questa sorte e poiché le accuse rivoltegli sono fondamentalmente immeritate, è opportuno cercare di fare chiarezza, così che questo materiale, così conveniente ed efficiente, possa essere impiegato con completa fiducia.

Le obiezioni sono qui di seguito riunite a gruppi, per ognuno dei quali viene esaminata la loro fondatezza.


a)Obiezioni legate alla costituzione chimica del Polistirene Espanso.

L’EPS, polistirene - polistirolo espanso è un polimero, formato dall’unione di tante molecole di un monomero, lo stirolo, che è un idrocarburo aromatico, cioè un composto di carbonio e idrogeno della serie del benzolo. Respirare i vapori di stirolo è nocivo; il valore limite di soglia ( TLV ) per esposizione di 8 ore al giorno in ambienti di lavoro è di 215 mg/m³ ( 50 p.p.m. ) secondo i valori americani recepiti dai nostri contratti di lavoro.

Circola ancora in Italia, nonostante le ripetute confutazioni, la credenza che il Polistirene “ sublima”, cioè svanisce nel tempo, per scomposizione a monomero ed evaporazione di quest’ultimo; se ciò fosse vero, le preoccupazioni per la sua nocività, oltre che per la sua durata nel tempo, sarebbero giustificate; fortunatamente non è così; la tensione di vapore del Polistirene è pressoché nulla e il fenomeno non può fisicamente verificarsi; del resto i rilievi fatti da Istituti qualificati su campioni di EPS  polistirene - polistirolo espanso in opera da più di 30 anni hanno dimostrato che non si ha perdita di massa nel lungo periodo. Per completezza di informazione si possono tuttavia segnalare in proposito due casi, che però non hanno importanza dal punto di vista dell’applicazione.

Il primo riguarda il processo di taglio dei blocchi di EPS polistirene - polistirolo espanso in lastre con l’usuale metodo del filo caldo ( v. capitolo 1 ); in effetti a contatto con il filo caldo si ha una piccola decomposizione di materiale; il fenomeno è peraltro molto modesto e circoscritto e nello stabilimento di produzione può essere facilmente controllato, così da non recare pregiudizio agli operatori. Studi svedesi e americani su lavoratori esposti a queste condizioni ambientali non hanno messo in evidenza alcun fattore di rischio ad esse collegato (1).

L’altro caso si riferisce all’EPS polistirene - polistirolo espanso di recente produzione; poiché la polimerizzazione non può mai arrivare a convertire il 100% del monomero, tracce di questo restano nel prodotto; queste tracce scompaiono spontaneamente insieme ai residui dell’espandente ( pentano ) nel giro di alcune settimane, cioè sicuramente in un tempo inferiore a quello che normalmente decorre fra la produzione del materiale e la prima occupazione del locale in cui è stato applicato.

L’entità di questo fenomeno è stata misurata con esperienze condotte dall’Istituto di Igiene dell’Università di Heldelberg. In una prima serie di prove presso questo istituto (2), 91 m² di lastre di EPS polistirene - polistirolo espanso da 15 kg/m³, dello spessore di 5 cm, appena prodotte, furono applicate, senza sigillanti, a rivestire le pareti ( 64 m² ) di un locale cieco e le rimanenti furono poste di costa, con entrambe le facce libere, in mezzo al locale, questo avvenne mantenuto sigillato e senza ventilazione a 21°C e n 55% di U.R.: si è trattato chiaramente di condizioni eccessive.

La concentrazione di stirolo nell’aria raggiunse il massimo l’8° giorno con 4 mg/m³ ( contro il TLV di 215 ), ma già dopo il 20° giorno i valori caddero decisamente e si avvicinarono, dopo due mesi, alla soglia di misurabilità. Successivamente l’emissione di stirolo venne attivata, portando l’aria a 50 ° C per 50 giorni, ottenendo concentrazioni di stirolo inferiori a un millesimo del valore di TLV.

Una seconda serie di prove dello stesso Istituto (3) venne poi condotta in condizioni più realistiche, rivestendo le pareti verticali ( 42 m³ ) di un locale con lastre accoppiate EPS polistirene - polistirolo espanso/cartongesso; il locale era ancora non ventilato e tenuto a 21°C e 55% di U.R. Si è registrata una concentrazione massima di stirolo al 3° giorno (0.36 mg/m³), che è andata poi progressivamente calando fino a diventare non più misurabile dopo 100 giorni.

A questo punto anche il soffitto ( 11 m² ) è stato rivestito con lastre a vista di EPS polistirene - polistirolo espanso di tipo decorativo, di 8 mm di spessore; dopo 3 giorni la concentrazione era salita a 0,09 mg/m³, ma dopo 18 giorni non era più misurabile; ancora una volta si è portato il locale a 50°C dopo aver sostituito le lastre del soffitto e la concentrazione di stirolo salì a 0,64 mg/m³, scendendo poi sotto il limite di misurabilità al 37° giorno di quest’ultima prova. Anche indagini su ambienti costruiti, isolati con EPS polistirene - polistirolo espanso, non hanno rilevato presenza di stirolo (4).

Per completezza citiamo comunque anche le altre emissioni attribuite all’EPS polistirene - polistirolo espanso per confusione con altri materiali ( formaldeide, clorofluorocarburi, radon ), che non possono sussistere semplicemente perché l’EPS  polistirene - polistirolo espanso non le contiene, né i suoi costituenti, carbonio e idrogeno, possono concorrere a formarle.


b) Obiezioni legate alla struttura fisica dell’EPS polistirene - polistirolo espanso.

L’EPS polistirene - polistirolo espanso oppone una certa resistenza al passaggio del vapore; l’ entità è caratterizzata dal valore del coefficiente µ detto appunto “ di resistenza al passaggio del vapore (v. capitolo 1, tabella 2) che rappresenta lo spessore di aria equivalente, dal punto di vista della diffusione del vapore, ad uno spessore unitario di EPS polistirene - polistirolo espanso.

Il valore dell’EPS polistirene - polistirolo espanso è dello stesso ordine di grandezza di quello dei materiali da costruzione tradizionali (v. Volume 2) e non crea particolari problemi nel controllo dello scambio di umidità fra interno ed esterno attraverso pareti che comprendono uno strato dell’EPS polistirene - polistirolo espanso(v. ancora Volume 2).

Si può dunque dire che una parete isolata con EPS polistirene - polistirolo espanso “traspira” se non comprende altri strati di resistenza al passaggio del vapore molto maggiore ( le cosiddette “ barriere al vapore “).

A questa permeabilità al vapore corrisponde una certa permeabilità all’aria, che su può ritenere circa dello stesso ordine di grandezza , quindi del tutto insufficiente, non solo ad assicurare, ma anche soltanto a contribuire in maniera apprezzabile al ricambio d’aria necessario per i locali; questo deve essere assicurato, in modo più o meno controllato, dalle aperture di cui dispone il locale.

Accadde tuttavia che si faccia confusione fra le due permeabilità, al vapore e all’aria, e si affermi che una parete con EPS  polistirene - polistirolo espanso non traspira; in realtà nessuna parete, di nessun genere, se ben fatta, contribuisce al ricambio d’aria e quindi questa osservazione è del tutto ingiustificata.

Un’altra obiezione sollevata contro gli isolanti in genere è quella di costituire uno schermo ai campi elettrici e magnetici in cui vivremmo all’aperto; in realtà questi campi esistono e si producono anche all’interno ( p.es. per effetto dei vestiti che indossiamo ) e se anche avessero qualche influsso sulla salute, positivo o negativo, questo sarebbe ben difficile da mettere in evidenza, sovrapposto agli altri influssi ( igrometrici, sonori da inquinamento, ecc. ) ben più importanti, cui siamo costantemente sottoposti (7).


c) Comportamento dell’EPS polistirene - polistirolo espanso in caso di incendio

Il comportamento dell’EPS polistirene - polistirolo espanso in caso di incendio può essere visto sia sotto l’aspetto del contributo che esso può dare all’innesco e alla propagazione dell’incendio, sia per quanto riguarda l’emissione di sostanze pericolose durante l’incendio.


Il primo aspetto è più direttamente legato a considerazioni di prevenzione incendi ( se, dove, come impiegare un materiale nella costruzione ) ed è qui sufficiente ricordare che, per le sue caratteristiche, soprattutto nei tipi RF a ritardata propagazione di fiamma, per le masse modeste impiegate e per i modi consueti della sua inserzione nelle strutture, l’EPS polistirene - polistirolo espanso presenta, da questo punto di vista, poche limitazioni di impiego.

La tossicità dei fumi è l’altro aspetto dell’incendio, che ha richiamato molta attenzione da qualche tempo, in particolare in relazione al comportamento di vari materiali plastici; ciò ha fatto sì che, anche per questo aspetto, pure l’EPS polistirene - polistirolo espanso venisse accumulato ai materiali più pericolosi.

In realtà esso risulta uno fra i materiali organici meno pericolosi; in quanto composto di solo carbonio e idrogeno, in presenza di sufficiente aria comburente, i suoi prodotti di combustione sono soltanto anidride carbonica e acqua; con scarsità di aria produce ossido di carbonio, tuttavia in quantità molto inferiore a quella di altri materiali organici che si trovano comunemente nei locali, come mostra la tabella seguente, che riporta misure della concentrazione di CO in p.p.m. nei fumi, a varie temperature, eseguite secondo DIN 53436.

Anche esperimenti su animali confermano queste osservazioni. Il fumo opaco che si sviluppa nella combustione (in quantità più ridotta nei tipi RF), non rappresenta di solito un problema rilevante, dal momento che l’EPS polistirene - polistirolo espanso è generalmente non in vista nelle strutture.

 
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Polistirene - Polistirolo Espanso
Giovedì 11 Settembre 2008 16:20

Il Polistirene - Polistirolo Espanso e l' ambiente


I problemi che l’evoluzione sempre più rapida della società umana pone alla conservazione dell’ambiente in cui essa vive, sono ogni giorno di più oggetto di attenzione generale e di discussione appassionate, dal momento che ormai ci si è resi conto che dalla salvaguardia di questo ambiente, oggi sicuramente in pericolo, dipende l’ulteriore sviluppo e forse anche la stessa sopravvivenza della nostra civiltà.


La ditta Poliart, fin dalla sua costituzione si è adoperata per mettere in rilievo l’importanza ecologica dell’isolamento termico degli edifici, nella convinzione di dare così un contributo alla causa della preservazione dell’ambiente e della qualità della vita.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso nell' isolamento di pavimenti e soffitti PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Mercoledì 03 Settembre 2008 13:14

L’isolamento termico dei solai non abitabili è uno degli interventi sull’esistente più facili e più convenienti come rapporto fra costo e prestazione, specialmente nelle costruzioni basse, in cui una frazione considerevole di calore interno si disperde attraverso il solaio sopra l’ultimo piano. L’ EPS, polistirene o polistirolo espanso, generalmente di 20 Kg/m³, viene semplicemente posto sul solaio; se questo ha una scarsa tenuta d’aria, è bene usare lastre a contorno battentato o in doppio strato a giunti sfalsati, sempre ben accostate.

Nelle zone di passaggio l’ EPS, polistirene o polistirolo espanso sarà protetto con lastre di compensato o truciolare di adeguato spessore, eventualmente fissate a listelli di legno inseriti fra le lastre di EPS, polistirene o polistirolo espanso e dello stesso spessore.

In molti altri casi può essere necessario isolare un pavimento: quando questo è su terreno o su locali non riscaldati in modo autonomo o con contabilizzazione separata dei consumi di calore.

L’ EPS, polistirene o polistirolo espanso è posato su un foglio di polietilene steso sulla soletta, coperto con un foglio dello stesso materiale, su cui viene gettato il massetto di ripartizione; su cui viene infine posata la finitura calpestabile.

Se al posto dell’ EPS, polistirene o polistirolo espanso( o in aggiunta, se l’isolamento termico richiesto è elevato) si stende uno strato di speciale di EPS, polistirene o polistirolo espanso elasticizzato (spessore 20-40 mm ), il pavimento avrà anche un ottimo isolamento al calpestio; occorre però che non vi sia contatto diretto fra il massetto di ripartizione e le pareti; ciò si realizza interponendo fra il contorno del massetto e le pareti una striscia dello stesso EPS, polistirene o polistirolo espanso elasticizzato: si realizza in questo modo il così detto “ pavimento galleggiante “.

L’isolamento del pavimento è necessario anche quando esso incorpora gli elementi ( serpentine in rame, polipropilene, ecc.) per il riscaldamento del locale soprastante ( riscaldamento a pavimento ).

In questo caso sono disponibili lastre di EPS, polistirene o polistirolo espanso stampate, ma che portano sulla faccia superiore delle impronte che servono di guida e ancoraggio per la posa delle tubazioni, che vengono poi ricoperte dal massetto.

Un impiego nei solai molto importante e diffuso è costituito dall’ EPS, polistirene o polistirolo espanso usato con funzione principale di alleggerimento nelle solette in cemento armato. In Italia si usano di solito a questo scopo parallelepipedi di EPS, polistirene o polistirolo espanso da 10 Kg/m³ ricavati da blocco, sia sciolti da posare in opera, sia già fissati da “predalles”.

Solai di questo tipo, pur contribuendo all’isolamento termico globale, danno luogo a vistosi ponti termici, particolarmente evidenti con le caratteristiche rigature scure nei solai fra l’ultimo piano e sottotetto non riscaldato.

Per evitare ciò sono stati sviluppati  speciali manufatti stampati in EPS, polistirene o polistirolo espanso, che provvedono ad isolare anche la faccia inferiore dei travetti del solaio.

Per questo motivo viene da più parti auspicato che in Italia venga introdotta una normativa sull’ EPS, polistirene o polistirolo espanso per questa applicazione, presente già in altri paesi.

L’isolamento fra due locali sovrapposti può essere ottenuto, di solito in modo facile, anche applicando l’ EPS, polistirene o polistirolo espanso al soffitto del locale inferiore.

Un caso tipico è quello dell’isolamento del 1° piano abitato degli scantinati e rimesse sottostanti.

L’applicazione dell’ EPS, polistirene o polistirolo espanso si effettua con apposite malte plastiche o con fissaggi meccanici.

Spesso questi soffitti sono occupati da tubazioni varie a vista: l’ostacolo può essere aggirato formando delle intercapedini con l’aiuto di strisce verticali di EPS, polistirene o polistirolo espanso.

Il soffitto di un locale può anche essere rivestito con speciali pannelli stampati in EPS, polistirene o polistirolo espanso ( generalmente di 50x50 cm e spessore 2-4 cm ), con la faccia in vista fornita di rilievi decorativi.

Il fissaggio è fatto di solito con malte plastiche e l’opera può essere completata anche con cornici decorative in EPS, polistirene o polistirolo espanso.

Quando sia necessario ridurre l’altezza del locale, come in edifici industriali o vecchie abitazioni, o nascondere la struttura della copertura o reti di servizi disposte sotto il soffitto, è possibile, con pannelli di EPS, polistirene o polistirolo espanso, creare controsoffitti sospesi.

Per le applicazioni a soffitto occorre tenere presente che per certi locali le norme di prevenzione incendi prescrivono la caratteristica di incombustibilità dei rivestimenti a vista e in questi casi ( peraltro limitati ) l’applicazione dell’ EPS, polistirene o polistirolo espanso, anche di tipo RF, è esclusa.

Un caso particolare di isolamento a soffitto è quello del soffitto dei portoni aperti( p.es. quelli di costruzioni su pilotis ).

La tecnica di isolamento termico consigliata in questi casi è quella dell’intonaco sottile su isolante (cappotti) già descritto.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso nell' isolamento termico in intercapedine pareti verticali PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 02 Settembre 2008 04:05

L’applicazione di uno strato isolante termico nelle intercapedini delle pareti esterne è la tecnica più diffusa nelle costruzioni degli ultimi decenni, soprattutto in quelle ad ossatura portante in cemento armato e doppio tamponamento in mattoni forati.

L’intercapedine può essere riempita completamente, oppure può essere mantenuta anche con una lama d’aria, che eventualmente può essere ventilata.

L’isolante termico è apparentemente ben protetto; in realtà il paramento esterno, specialmente nelle costruzioni ad ossatura portante, crea spesso problemi di infiltrazione d’acqua.

L’impiego di EPS, polistirene o polistirolo espanso come isolante termico, dato il suo carattere non idrofilo, è quello che crea meno preoccupazioni per il controllo di queste infiltrazioni, come pure delle eventuali condense di origine interna.

Molto pratiche sono le lastre ad altezza di piano, attentate sui lati lunghi, la cui posa è particolarmente celere. Generalmente l’applicazione si effettua sulla superficie interna del paramento esterno.

L’ancoraggio reciproco dei due paramenti non va effettuato con attraversamenti di mattoni, ma con tiranti in acciaio inox da 3-4 mm di diametro. Negli edifici esistenti questo tipo di isolamento termico può essere realizzato insufflando nell’intercapedine perle sciolte di EPS, polistirene o polistirolo espanso, oppure l’intercapedine può essere espressamente realizzata innalzando un parametro interno dopo l’applicazione dell’EPS, polistirene o polistirolo espanso alla parete; ciò comporta ovviamente una certa riduzione dello spazio interno.


Nelle costruzioni a struttura portante indipendente, l’isolamento termico limitato all’intercapedine del tamponamento, lascia non isolati pilastri e corree interpiano, con la formazione conseguente di numerosi e importanti ponti termici, che a loro volta provocano all’interno condense, muffe, macchie e altri degradi.


La caratteristica dell’ EPS, polistirene o polistirolo espanso di essere rigido, di forma ben definita e, se necessario, facilmente riducibile alle dimensioni volute, lo rende il coibente più pratico per realizzare questo tipo di isolamento termico. Attenzione va posta anche ai collegamenti fra i paramenti e lo scheletro, per controllarne i movimenti relativi.


Nelle costruzioni minori è peraltro raccomandabile prendere in considerazione il sistema a paramento interno portante, che non presenta questi problemi.


Nell’isolamento termico in intercapedine è sempre opportuno verificare il comportamento igrometrico mediante il diagramma di Glaser, pe evitare la formazione di condense nel paramento esterno; se è necessario, occorre inserire una barriera vapore fra paramento interno e EPS, polistirene o polistirolo espanso.


Anche molti componenti di parete della fabbricazione pesante presentano isolamenti in intercapedine. Si tratta di elementi in cemento armato di grandi dimensioni, all’interno dei quali si trova la lastra di EPS, con la duplice funzione di alleggerimento e coibentazione; quest’ultima funzione richiede particolari accorgimenti per evitare i ponti termici.


Si possono assimilare a componenti con isolamento in intercapedine anche i pannelli sandwich impiegati come tamponamento nei sistemi di fabbricazione leggera; essi sono formati da una lastra di EPS, polistirene o polistirolo espanso rivestita su entrambe le facce con lastre di materiali diversi, ad essa incollati.


Poiché in questo caso l' EPS, polistirene o polistirolo espanso determina il comportamento meccanico del manufatto, è necessario impiegare i tipi di massa volumica maggiore.


Le lastre di EPS, polistirene o polistirolo espanso invece non sono collaboranti nelle costruzioni metalliche con pareti in lamiera grecata, fra le quali viene inserito l’ EPS, polistirene o polistirolo espanso, che può essere quindi di massa volumica inferiore.


I tipi RF sono, come sempre, da preferire. Per completezza si possono ricordare, fra i componenti con isolamento termico in intercapedine, anche i blocchi cavi con isolanti inseriti.


In alcuni tipi le lastre di EPS, polistirene o polistirolo espanso devono essere inserite all’atto della posa, mentre altri tipi portano le lastre coibenti già inserite.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso nell' isolamento termico delle pareti verticali dall' interno. PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Lunedì 01 Settembre 2008 05:27

L’isolamento dall’interno delle pareti verticali è preso in considerazione soprattutto in caso di interventi sull’esistente, ma anche nel caso di locali ad occupazione saltuaria, in cui  interessa ridurre l’inerzia termica per ottenere un rapido riscaldamento dell’ambiente. L’applicazione di lastre di EPS, polistirene o polistirolo espanso a vista sulle superfici interne verticali non è generalmente possibile, per la loro insufficiente resistenza superficiale.

Devono pertanto essere dotate di un rivestimento di opportuna rigidità ( compensati, perlinature, truciolari, ceramica, fibro-cemento, ecc.). La soluzione più nota e diffusa è tuttavia costituita dal pannello bistrato, formata da una lastra di EPS, polistirene o polistirolo espanso accoppiata ad una lastra di cartongesso. I pannelli bistrato hanno di solito una larghezza di 1,20 m e una lunghezza fino a 3,60 m, così da coprire l’altezza di piano con un solo pannello.

Il cartongesso ha uno spessore di 9-10 mm, oppure 13-15 mm, quando si richiedono resistenze particolari. L’EPS, polistirene o polistirolo espanso, è generalmente del tipo 1, eventualmente RF.

Sono disponibili anche pannelli che incorporano una barriera vapore; è infatti da tenere presente che l’isolamento termico dall’interno può alterare in senso sfavorevole l’equilibrio termoigrometrico della parete; la probabilità che in conseguenza si generino condensazioni di umidità all’interno della parete va quindi verificata (p.es. con il metodo di Glaser) e, se necessario, ovviata con l’inserzione della barriera vapore nella stratificazione.

I pannelli vengono fissati alla parete con apposite malte e i giunti vengono sigillati e carteggiati e la parete è così pronta per ricevere la finitura ( pitturazione, tappezzeria, ecc.). Se la parete è irregolare o ammalorata, può essere conveniente applicarvi una leggera orditura di legno o metallica, sulla quale fissare i pannelli. In generale comunque si tratta di un metodo di isolamento di applicazione rapida e pulita, oltre che economica.

 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso nell' isolamento termico delle pareti verticali dall' esterno. PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Domenica 31 Agosto 2008 09:51

L’isolamento termico dall’esterno delle pareti è, in linea di principio, il piu’ efficiente, perche’ sopprime i ponti termici, riduce i movimenti differenziali di origine termica delle strutture ed eccresce l’inerzia termica dell’edificio. L’isolante è particolarmente soggetto alle sollecitazioni igrotermiche, ma l’EPS, polistirene o polistirolo espanso è, da questo punto di vista, uno dei materiali piu’ qualificati e molto spesso l’unica scelta possibile.

Il tipo piu’ comune di isolamento termico dall’esterno delle pareti verticali è quella con intonaco sottile su isolante, comunemente detto “a cappotto” (classifica ISO n°10).

E’ essenzialmente costituito da lastre di  EPS, polistirene o polistirolo espanso applicate alla superficie esterna e rivestite cou un intonaco di appropriate caratteristiche.

L' EPS, polistirene o polistirolo espanso è generalmente di 20 kg/mc - Euroclasse 100. A ritardata propagazione di fiamma, esclusivamente in lastre da mt.0,5x1 oppure mt. 1x1, tagliate da blocco o stampate con tolleranze piu’ strette di quelle correnti; il blocco al momento del taglio deve avere una stagionatura di 6-8 settimane, al fine di minimizzare eventuali ritiri dopo l’applicazione.

Le lastre vengono fissate alla muratura con apposite malte o con accorgimenti meccanici (se l’intonaco preesistente è in cattive condizioni).

La finitura esterna e’ costituita da un primo strato di malta (la stessa usata come adesivo), rinforzata con una rete di fibre di vetro rese alcali-resistenti con un apposito appretto, ed un secondo strato di intonaco plastico di finitura.

Quest’ultimo deve essere preferibilmente  di colore chiaro, per diminuire l’assorbimento di calore radiante, deve essere resistente alla luce, elastico, idrorepellente per impedire l’infiltrazione della pioggia battente e nel contempo di bassa resistenza al passaggio del vapore proveniente dall’interno.

L’esperienza piu’ che ventennale di questa tecnologia assicura una buona e duratura riuscita se tutti i componenti sono accuratamente scelti e compatibili fra di loro e l’applicazione è fatta da persone specializzate.

Una garanzia è offerta dalle ditte che forniscono sistemi conformi alle apposite Direttive emanate dall’EOTA; le relative dichiarazioni di conformita’ (Agrèments) sono rilasciate in Italia dall’ITC, Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel caso di impiego di isolamento a cappotto nelle costruzioni nuove, oltre ai benefici fisici dell’isolamento termico dall’esterno, quando questo sistema è già previsto in fase di progettazione, si possono avere importanti benefici economici, non soltanto perchè i particolari (spigoli, aperture, cornici, ecc.) possono essere risolti nel modo piu’ conveniente, ma soprattutto perche’ il tamponamento puo’ essere piu’ semplice e, con una struttura portante dimensionata in corrispondenza; a pari dimensioni esterne, si ha una superficie interna utile maggiore, con un aumento di valore del fabbricato che puo’ essere cospicuo.

 

 
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Polistirene - Polistirolo Espanso
Domenica 31 Agosto 2008 09:24

Il modo più tradizionale per isolare termicamente un tetto piano è quello di porre lo strato isolante sotto l’impermeabilizzazione ( ISO n° 5,7,8,9 ). In questa situazione il sistema è sottoposto a notevoli sollecitazioni igrotermiche e meccaniche; in particolare l’impermeabilizzazione è spesso esposta direttamente alle intemperie e, dato il suo colore generalmente scuro, sollecita a sua volta termicamente l’isolante sottoposto.

La sua realizzazione richiede quindi una buona esperienza, sia in progettazione, che in esecuzione. L’EPS, polistirene o polistirolo espanso, fin dalle sue origini, è stato utilizzato in queste applicazioni e i saggi eseguiti periodicamente su tali prime applicazioni hanno dimostrato che anche in questo, è uno dei casi più impegnativi di isolamento, l’ EPS, polistirene o polistirolo espanso offre prestazioni perfettamente adeguate, quando l’esecuzione sia fatta a regola d’arte.

La stratificazione comprende solitamente, sopra la struttura portante, uno strato separatore-equilibratore, per la protezione degli strati soprastanti dalle asperità della struttura portante e l’assorbimento dei movimenti di origine termica o di assestamento, poi una barriera vapore e su questa l’EPS, polistirene o polistirolo espanso. Il tipo va scelto, secondo il carico previsto. Sono disponibili anche pannelli o rotoli di strisce di EPS che portano già attaccate sulla faccia superiore un foglio catramato; si trovano pure, all’estero per ora, pannelli a spessore variabile a cuneo, per realizzare la pendenza di scolo mediante lo strato coibente.

Sopra l’EPS, polistirene o polistirolo espanso si pone uno strato di tessuto non tessuto per equilibrare la pressione di vapore e su questo lo strato di impermeabilizzazione costituito da foglie a base bituminosa o polimerica di vario tipo. La stratificazione è completata superiormente con uno strato di protezione e zavorramento ( ghiaia o quadretti in calcestruzzo ), che assicura l’integrità dell’impermeabilizzazione contro le azioni esterne e si contrappone al sollevamento della copertura provocato dal vento.

Stratificazioni funzionalmente analoghe si hanno anche quando la struttura portante è in lamiera nervata di acciaio ( ISO n° 7 ) oppure discontinua ( ISO n° 5 ); in quest’ultimo caso si ripetono le situazioni illustrate per i tetti a falde; in particolare l’isolante termico può essere inserito fra le travi o sopra o sotto di esse.

Poiché il componente più sollecitato del sistema di isolamento dei tetti piani sopra descritto è sempre lo strato di impermeabilizzazione, si è pensato di invertirne la posizione rispetto all’isolante termico, ponendolo sotto questo e proteggendo così l’impermeabilizzazione da eccessive escursioni termiche. E’ nato così il tetto rovescio ( ISO n° 6 ).

In questo caso l’isolante termico deve sopportare non soltanto le escursioni termiche, ma anche il contatto diretto con l’acqua meteorica. Pochi materiali si sono dimostrati idonei a questa applicazione e fra questi è stato riconosciuto ed accreditato ufficialmente l’EPS, polistirene o polistirolo espanso, in virtù soprattutto della quasi nulla influenza che il contatto con l’acqua ha sulle sue caratteristiche di isolamento termico.

Le stratificazioni, a parte l’inversione sopra detta, procedono sostanzialmente come sopra descritto ma in generale resta sempre l’intervento più semplice ed economico, specialmente quando un intervento di ripristino della facciata è comunque richiesto per motivi di manutenzione straordinaria. L’efficace isolamento termico dei ponti termici fa sì che il livello globale di isolamento richiesto per l’edificio possa essere raggiunto con spessori di EPS, polistirene o polistirolo espanso minori che non altri sistemi. Si consiglia comunque di non scendere sotto i 40 mm.

Il sistema di isolamento a cappotto delle facciate non contribuisce, come hanno dimostrato prove di esperienze pratiche, alla diffusione di un eventuale incendio; i sistemi certificati adottano tuttavia i tipi RF di EPS. L’isolamento termico dall’esterno delle pareti verticali “a cappotto è trattato specificatamente nel secondo volume. Un sistema di isolamento termico dall’esterno meno usato in Italia, anche perché si discosta di più dai nostri sistemi di finitura, è quella della così detta “ facciata ventilata”.

In questo sistema l’  EPS, polistirene o polistirolo espanso viene applicato al muro con fissaggi meccanici più spesso che con collanti; sopra le lastre o inserita fra di esse è fissata un’orditura i legno o metallica, alla quale a sua volta è fissato il rivestimento in modo tale che fra esso e l’ EPS, polistirene o polistirolo espanso si formi una camera d’aria di 2-5 cm, in comunicazione con l’esterno in basso e in alto, così da consentire una circolazione d’aria fra rivestimento e isolante termico. Ciò è molto utile per favorire la traspirazione dell’umidità interna; il sistema evita anche eccessivi riscaldamenti dovuti all’irrigazione solare.

L’ EPS, polistirene o polistirolo espanso deve essere a ritardata propagazione di fiamma ( RF ) e l’intercapedine ventilata deve essere interrotta ogni 1-2 piani, perché non favorisca la propagazione verticale di un eventuale incendio. Il rivestimento esterno può essere costituito da pannelli di legno, cemento fibrorinforzato, plastica, pietra naturale e artificiale o metallo.

Questi sistemi di isolamento termico sono generalmente proposti da industrie specializzate; quelli che comportano l’impiego di orditure o rivestimenti non autoestinguenti saranno in generale limitati ad abitazioni separate di 12 piani.

Lo spessore dell’  EPS, polistirene o polistirolo espanso prudenzialmente può essere calcolato come se rivestimento e intercapedine non esistessero, si dovrà tenere conto, eventualmente, della riduzione di isolamento rappresentata dalle parti di orditura intercalante all’isolante.

Recentemente è stato introdotto all’estero un nuovo sistema di isolamento termico dall’esterno delle pareti verticali, che riunisce alcune caratteristiche di entrambi i sistemi prima descritti.


 
Il Polistirene - Polistirolo Espanso nell' isolamento termico dei tetti a falde PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Domenica 31 Agosto 2008 09:15

Il tetto a falde è caratterizzato, nella massima parte dei casi, da una copertura costituita da elementi di piccole o medie dimensioni, comunemente designata come “ copertura discontinua “.

Con questo termine si intende una chiusura superiore costituita da un insieme di elementi che assicurano la tenuta all’acqua solo per valori della pendenza superiori ad un minimo, dipendente dal tipo di copertura.

Le odierne esigenze di isolamento termico, sia per motivi di benessere abitativo, che di risparmio energetico, hanno naturalmente portato a fissare l’attenzione sui tipi di coperture a falde comprendenti uno strato termoisolante.

Particolarmente nei casi, sempre più frequenti, sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, in cui si vuole sfruttare a scopo abitativo lo spazio immediatamente sottostante al tetto a falde, l’impiego di EPS, polistirene o polistirolo espanso si è rivelato uno dei più conveniente, oltre che economicamente, anche tecnicamente, sia per le sue caratteristiche geometriche e meccaniche, che di stabilità nel tempo e di insensibilità all’acqua. Il sistema concettualmente migliore è l’isolamento termico sopra l’orditura portante della copertura, perché sopprime i ponti termici e contribuisce alla protezione della struttura portante.

Nel caso delle ristrutturazioni, questo sistema comporta lo smontaggio della vecchia copertura, prima dell’applicazione dell’isolante; tuttavia, quando la sostituzione della copertura è prevista per motivi di manutenzione straordinaria o rinnovamento edilizio, l’inserzione dell’isolante termico in questo modo risulterà particolarmente conveniente.

L’applicazione prevede il fissaggio delle lastre di EPS polistirene espanso all’orditura insieme a listelli di legno disposti nel senso della pendenza del tetto, per mezzo di chiodi inossidabili o tasselli ad espansione, secondo la natura del supporto. Su questi listelli sono inchiodati, in senso orizzontale, i listelli di aggancio delle tegole.

In alternativa alle lastre, si possono usare manufatti stampati, che portano sulla faccia superiore apposite sporgenze per l’aggancio delle tegole. Altre lastre sagomate si usano per coperture a coppi o ondulate.

L’applicazione va fatta avendo cura che in gronda e in colmo vi siano opportune aperture per assicurare la ventilazione sotto la copertura.

Quando non si può operare sopra l’orditura, un isolamento efficace può ancora essere ottenuto in maniera poco dispendiosa operando dall’interno.

Un sistema ( ISO n° 1 ) consiste nell’inserire l’EPS polistirene o polistirolo espanso, tagliato nella giusta larghezza, fra i travi dell’orditura, dopo aver applicato lungo le stesse dei listelli che servono di battuta alle lastre di EPS polistirene o polistirolo espanso.

Il lavoro viene ultimato con l’applicazione di un rivestimento ( perline, compensato, laminati, cartongesso ), fissato all’orditura, al quale, se necessario, si sovrappone una finitura ( pitturazione, tappezzeria, ecc. ).

Il sistema lascia scoperti i ponti termici costituiti dall’orditura, non molto importanti se questa è di legno; per contro ha il vantaggio di non rubare spazio al vano interno. In alternativa a questo sistema, e con il vantaggio di sopprimere i ponti termici, l’isolante termico può essere fissato sotto l’orditura ( ISO n° 4 ), preferibilmente previo fissaggio sulla stessa di una orditura secondaria in legno, con un passo corrispondente alle dimensioni delle lastre di EPS polistirene o polistirolo espanso.

Un buon modo di eseguire questo isolamento è quello di usare pannelli bistrato EPS/cartongesso; si ha il vantaggio di impiegare pochi listelli di orditura secondaria e di avere una superficie già pronta per la finitura.

 
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Polistirene - Polistirolo Espanso
Venerdì 08 Agosto 2008 10:11

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L'espanso rigido in Polistirene è ad oggi il materiale leader nel settore dell'isolamento termico, senza il quale non è più possibile costruire in maniera aggiornata ed economica nel pieno rispetto del risparmio energetico.

Il Polistirene o Polistirolo Espanso con sigla EPS si è guadagnato questa posizione in edilizia ed in campo industriale grazie alle molteplici applicazioni che lo hanno visto protagonista nel corso degli ultimi 40 anni. 

Cercheremo di illustrare in maniera dettagliata ogni aspetto del prodotto da noi trattato per farti capire i motivi di tanto successo e per arricchire ogni utente che ad oggi non può altro che trovare interesse nell'apprendere di più su ciò che da tempo riesce a migliorare la nostra qualità della vita.

Ogni giorno provvederemo quindi ad implementare il nostro sito con nuovi documenti presenti nei nostri archivi inerenti alla produzione, lavorazione ed impieghi del polistirene espanso sinterizzato.

Frequently Asked Questions

1  Cos'è il polistirene espanso?
 

Il polistirene - polistirolo espanso sinterizzato (EPS) è un materiale espanso rigido di peso ridotto, di colore bianco derivato dal petrolio. Esso è quindi composto esclusivamente da atomi di carbonio e di idrogeno. Mediante un processo industriale dal petrolio si ricavano piccole perle trasparenti di polistirene, a cui viene aggiunto pentano, un idrocarburo presente in natura che funge da gas espandente in quanto, a pressione atmosferica, bolle già a temperatura ambiente. Mettendo in contatto le perle così ottenute di polistirene espandibile con vapore acqueo a temperatura superiore ai 90°C, il pentano in esse contenuto si espande, facendo rigonfiare le perle fino a 20-50 volte il loro volume iniziale. In questo processo si forma, all'interno delle perle espanse di polistirene, una struttura a celle chiuse. Queste minuscole celle trattengono al proprio interno l'aria, impedendone i moti convettivi, e conferiscono così al polistirene espanso le sue eccellenti proprietà di isolante termico. La sinterizzazione è il processo di saldatura delle perle di polistirene espanso che, sottoposte nuovamente all'azione del vapore acqueo, si uniscono tra loro fino a formare un blocco omogeneo di materiale espanso. 

   


2  Il polistirene è diverso dal polistirolo?
  

No, sono termini sinonimi per indicare lo stesso materiale. 

  

3  Il polistirene espanso estruso ed il polistirene espanso sinterizzato sono la stessa cosa?
  

No, le materie prime sono molto simili ma differiscono completamente i processi produttivi. 

  

4 Il polistirene si consuma (sublima)?
  

No, i fattori ambientali e le sollecitazioni di lavoro non modificano le caratteristiche dell'EPS; questo materiale può quindi garantire per un periodo di tempo illimitato le prestazioni che gli vengono richieste.
   

5  Il polistirene rispetta l'ambiente?
  

Si. L'EPS è atossico, inerte, non contiene clorofluorocarburi (CFC) né idroclorofluorocarburi (HCFC). Scarti di EPS conferiti in discarica non inquinano né il terreno né l'atmosfera. 


  

6  Il polistirene è riciclabile?
  

L'EPS è interamente riciclabile. Esso può infatti essere macinato e poi mescolato a polistirene espanso vergine per produrre nuovi imballi e componenti di alleggerimento per l'edilizia. Un accordo internazionale garantisce il recupero e il riciclo di imballi e scarti di polistirene espanso qualunque sia il paese di provenienza degli stessi. 

  

7 Il polistirene brucia? 
  

L'EPS, quale composto di carbonio e idrogeno, è di sua natura un materiale combustibile. Si infiamma a circa 450°C, e la fiamma si propaga poi spontaneamente se vi è sufficiente apporto di ossigeno. In edilizia si usa l'EPS a ritardata propagazione della fiamma, ottenuto con opportuni additivi. In questo caso la propagazione della fiamma cessa al venir meno della causa di innesco. 

   


8 Il polistirene può essere mangiato da topi, uccelli … ?
  

No, essendo un derivato da idrocarburi naturali non costituisce nutrimento per alcun essere vivente, compresi i microrganismi. In qualche caso può capitare che piccoli roditori o uccelli cerchino di ricavarsi il proprio nido. E' quindi importante posare correttamente scossaline laterali e accessori per la ventilazione in modo da impedirne l'accesso. 

   


9  Il polistirene è permeabile all'acqua? E al vapore? 
  

L'EPS è permeabile al vapore acqueo, quindi è traspirante, ma è impermeabile all'acqua. La permeabilità al vapore acqueo fa si che all'interno di edifici e ambienti isolati con EPS non si formino muffe. 

  

10 Cosa conferisce al polistirene la proprietà di isolante termico?
  

L'EPS ha una conducibilità termica ridotta grazie alla sua struttura cellulare chiusa, formata per il 98% di aria. 

   


11 Con quali sostanze non va messo a contatto il polistirene?
  

Il polistirene è sensibile verso le seguenti sostanze: esteri, eteri, chetoni, ammine, ammidi, nitrili, composti alogenati organici, idrocarburi alifatici, benzina, gasolio, olio combustibile, olio di paraffina, vaselina, ragia minerale, trementina, bitumi e masse bituminose contenenti prodotti solventi, derivati del catrame. 

  

12 Il polistirene può essere immagazzinato all'esterno?
  

Non ci sono controindicazioni in merito. Chiaramente i prodotti in polistirene, essendo manufatti leggeri, richiedono un po' di riguardo. La patina giallastra che si può creare sulle superfici esposte al sole è una reazione del polistirene all'ultravioletto che influisce per alcuni decimi di millimetro; non comporta danni ai prodotti. 

   


13 Con cosa si tagliano i manufatti in polistirene?
  

Con normali segacci per il legno, con cutter, per tagli più accurati occorrono attrezzi dotati di un filo incandescente.

   


14 Il polistirene isola acusticamente? 
  

Il polistirene non è un materiale che ha caratteristiche proprie di isolamento acustico, fornisce un notevole contributo come componente in una struttura massa-molla, soprattutto nella versione elasticizzato, tipica soluzione costruttiva che consente di non propagare le vibrazioni. Ne sono un esempio i pavimenti galleggianti che vedono una stratigrafia del tipo: soletta-lastre in polistirene-massetto con piastrelle.

Il Polistirene Espanso

Il Polistirene Espanso ( EPS ) è una delle forme più importanti in cui viene impiegato il Polistirene.

Per ottenere l'EPS si seguono attualmente 2 vie: una prima fase di polimerizzazione in cui si glioglie nel polistirene un agente espandente ( comunemente pentano ); altri additivi, in particolare per conferire migliori caratteristiche di resistenza al fuoco, possono essere aggiunti in questa fase.

Il prodotto, quale l'industria chimica lo fornisce ai produttori di EPS, si presenta in varia granulometria secondo gli impieghi cui destinato. 

La massa volumica delle perle è di 1030 kg/ mc, ma quella apparente delle perle in mucchio è di circa 650 kg/mc. E' questo il materiale da cui si parte per produrre il polistirene o polistirolo espanso con il processo più avanti descritto.

Successivamente alla polimerizzazione, il polistirene o polistirolo espanso viene unito all' agente espandente ed agli altri eventuali additivi in una trafila, che mescola allo stato fuso gli ingredienti ed estrude la miscela da una filiera, di solito in forma di lastra piana o di tubo, che immediatamente si espande e, raffreddandosi, si irrigidisce nella forma espansa.

Abbiamo quindi assistito alla formazione ( in breve ) del processo di produzione del granulo di polistirene o polistirolo espandibile che nelle seguenti fasi diventerà a tutti gli effetti un espanso.

 Il Processo di Produzione del Polistirene Espanso Sinterizzato

La produzione  dei semilavorati e manufatti in polistirene - polistirolo espanso avviene in tre stadi principali che si espongono qui nei tratti essenziali per la caratterizzazione merceologica; l'ottenimento di un prodotto di qualità presuppone peraltro un know - how non semplice, ma che non interessa per la documentazione applicativa.

Pre Espansione: le perle di polistirene espandibile vengono pre-espanse, generalmente per mezzo di vapore a temperatura superiore a 90 gradi c., nel cosiddetto pre-espansore.

In questo, le perle, a seguito della vaporizzazione dell'agente espandente, si amplificano fino a 2050 volte il loro volume iniziale. In questo processo si forma, all'interno delle perle di polistirene espanso una struttura a celle chiuse, fondamentale per il successivo impiego come isolante termico. Il grado di espansione, che depende essenzialmente dalla durata del trattamento termico nel pre-espansore, determina la massa volumetrica apparente dei manufatti in polistirene o polistirolo espanso e quindi di tutte le loro caratteristiche fisiche.

Stagionatura del Polistirene Espanso: le perle di polistirene o più comunemente denominate polistirolo, vengono in questa fase stazionate per un certo tempo in sili arieggiati. Con il raffreddamento i residui di espandente e di vapore acqueo condensano nelle singole celle. La depressione che così si forma viene annullata dall'aria che si diffonde all'interno delle celle; in questo modo le perle di polistirene o polistirolo espanso pre - espanse raggiungono la stabilità necessaria per le fasi successive.

Stampaggio: le perle di polistirene - polisitrolo  pre-espanse e stabilizzate possonoora essere trasformate in manufatti o semilavorati in vari modi.

 - Stampaggio di blocchi e taglio di lastre di polistirene o polistirolo espanso sinterizzato: è il sistema più utilizzato; la blocchiera, costituita da forma parallelepipeda provvista di micro fori di entrata per il vapore su tutti i lati, viene riempita di perle di polistirene o polistirolo espanso  e sottoposte di nuovo all'iniezione del vapore saturo; si raggiungono ora temperature di 110 - 120 gradi c.; le perle si rigonfiano ulteriormente e si saldano tra di loro per effetto della loro pressione interna, fino a formare un blocco omogeneo di polistirene espanso. Dopo un breve periodo di raffreddamento, i blocchi vengono sformati e messi in deposito per un periodo variabile da alcuni giorni fino a due mesi, periodo durante il quale raggiungono la stabilità necessaria per le diverse applicazioni. Da qui, i blocchi di polistirene espanso vengono prelevati  per il taglio in lastre che avviene con linee di taglio a filo caldo e per eventuali altre operazioni meccaniche, come sagomatura con pantografi a controllo numerico o per fresatura.

- Stampaggio di lastre oaltri manufatti in polistirene espanso: il processo produttivo è lo stesso descritto per la produzione dei blocchi, ma le lastre in EPS vengono stampate singolarmente in apposite macchine automatiche a controllo numerico. Si ha il vantaggio di ottenere direttamente la forma desiderata, senza ulteriori lavorazioni meccaniche e talvolta artigianali; il nostro staff ed ufficio tecnico è in grado di stabilire di volta in volta la produttività di un determinato articolo in base a diversi parametri di studio che daranno la risposta finale in base alla strada più idonea da seguire per la realizzazione di un manufatto in polistirene espanso. Produttività di carattere industriale e sicuramente più raffinata rispetto alla sopra descritta richiede quindi un investimento iniziale da parte del committente per la realizzazione dello stampo in alluminio che andrà ad accogliere le perle vergini in polistirene espanso da stampare; tale investimento ed altre valutazioni verranno da noi seguite e ponderate di volta in volta suggerendo al nostro cliente la strada più idonea da intraprendere.

 

 

 

 

 
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Polistirene - Polistirolo Espanso
Mercoledì 23 Luglio 2008 17:53

sky_polistirene_espanso.png Trasmittanza termica  pannello isolante EPS

Esempio di calcolo, ipotizzando l' impiego di un pannello in EPS polistirene - polistirolo espanso 6 cm spessore in zona C.

 

1poliart_polistirene_polistirolo_espanso.png

Dividiamo lo spessore del  pannello per 100 e per il lamda termico dell EPS scelto e troviamo il metro quadro kelvin su watt: cm 6:100 : 0,034

Il watt per metro-kelvin, indicato con W : (m × K) è l'unità di misura derivata del SI per indicare la potenza calcolata per ogni unità di lunghezza ad ogni stadio di temperatura. Per esprimere la potenza si usa il watt, per la lunghezza il metro e per la temperatura il kelvin.

È utilizzata quasi esclusivamente per indicare la conducibilità termica, l'attitudine qualitativa di un corpo ad essere percorso dal calore.

1,76
2_poliart_polistirene_polistirolo_espanso.png

Aggiungiamo uno 0,17 riferito alla resistanza termica interna ed esterna del nostro pannello. Dato fisso.

Questo valore rappresenta la resistanza termica data dai 2 strati d'aria che inevitabilmente andranno a formarsi al momento della posa in opera del tuo pannello isolante e che avranno come valore fisso 0,17.

1,93
3_poliart_polistirene_polistirolo_espanso.png

Adesso: 1 : 1,93 per calcolare la trasmittanza termica del pannello scelto in watt su metro quadro kelvin.

Questo valore è il nostro punto  di partenza per arrivare a capire se il pannello dimensionato  per l' impiego richiesto è idoneo oppure no.

In questo caso avendo come risultato finale del semplice ed unico pannello isolante uno 0,52, ( senza quindi tener conto della capacità d' isolamento termico delle strutture murarie ) siamo in grado di affermare che l' EPS 100 spessore 6 cm è idoneo e conforme a quanto previsto dal nuovo decreto legislativo sull' efficienza energetica in edilizia (D.Lgs 311/96).

0,52
4_poliart_polistirene_polistirolo_espanso.png

Suddivisione delle zone climatiche in Italia stabilite dal DLGS n.192 e 311.

tabella_zone_climatiche

Per chiarimenti scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 
Isolamento a cappotto termico in polistirene espanso PDF  | Stampa |
Polistirene - Polistirolo Espanso
Martedì 22 Luglio 2008 17:02

Cappotto Termico in Polistirene Espanso

polistirolo polistirene pannello cappotto termicoIl  “cappotto” più precisamente denominato “ isolamento termico dall’esterno realizzato in polistirene - polistirolo espanso, per pareti verticali, con intonaco sottile su isolante ” è il sistema oggi e da oltre 30 anni più utilizzato in Europa per la coibentazione degli edifici civili, industriali, di servizio, nuovi e preesistenti.

Funzioni e campi d'impiego di un isolamento termico a cappotto realizzato in polistirene - polistirolo espanso HD.

Le funzioni tipiche ed insostituibili del cappotto termico sono:

. Isolare senza discontinuità dal freddo e dal caldo.

. Utilizzare il volano termico costituito dalle pareti isolate.

. Proteggere le facciate dagli agenti atmosferici.

. Fornire interressanti e sensibili risparmi energetici.

. Porre in condizioni stazionarie termo-igrometriche l'involucro e la struttura degli edifici.

. Rendere ottimali, confortevoli e igieniche le condizioni degli spazi abitativi, di attività, servizio, ecc.

. Contribuire sensibilmente alla riduzione delle immissioni inquinanti dell'atmosfera.

 Il sistema di isolamento a “cappotto” è un insieme inscindibile costituito da elementi diversi, ma tra loro compatibili e sinergici:

. Lastre isolanti in polistirene (noto anche come polistirolo espanso sinterizzato), a ritardata propagazione alla fiamma, dimensioni 1000 x 500 mm, con spessori tra 30 e 120 mm, squadrate a spigolo vivo o battentate, con massa volumica di 15 / 20 / 25 o 30Kg/mc.

. Collante – rasante per l’incollaggio delle lastre isolanti al supporto e per la formazione del primo strato di intonaco (armato) sopra le lastre stesse;

. Rete di armatura, tessuta in fibra di vetro, per il rinforzo del primo strato di intonaco;

. Eventuale primer, quale prima protezione dell’ intonaco rinforzato;

. Finitura con rivestimento continuo sottile, di protezione dell’intero sistema agli agenti atmosferici;

. Sagome in lega leggera per i profili verticali e orizzontali;

. Ove necessari, tasselli di fissaggio profondo delle lastre isolanti;

Dopo l’installazione del sistema di isolamento a cappotto sono necessarie sigillature di tenuta ai contorni con le altre strutture. L’installazione del sistema di isolamento a cappotto è semplice, richiede però attenzione alle chiare istruzioni della sequenza di montaggio, con il rispetto di grammature, tempi e metodi di posatura. Le attrezzature necessarie sono quelle usualmente richieste perl’applicazione degli intonaci tradizionali.

cappotto_termico.jpg

 

 

 

 

1. Collante

2. Lastra isolante

3. Malta rasante

4. Rete di armatura

5. Malta rasante

6. Finitura

 

Oltre all’eccellente qualità di ogni singolo componente, la corretta posa in opera del Sistema è indispensabile per poterne garantire la qualità. A tale scopo gli applicatori dovranno:

  1. controllare la conformità al Sistema dei prodotti forniti sul cantiere
  2. controllare che sia presente la marcatura CE (di solito apposta dal produttore sul prodotto, il suo imballaggio, sul rivestimento del pallet e sui documenti di accompagnamento)
  3. applicare il sistema secondo le istruzioni impartite dalla direzione lavori, salvo diverse indicazioni da parte del produttore.
 


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poliart_polistirene_polistirolo_3.pngL'espanso rigido in Polistirene è ad oggi il materiale leader nel settore dell'isolamento termico, senza il quale non è più possibile costruire in maniera aggiornata ed economica nel pieno rispetto del risparmio energetico...

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