
Nella ricerca di Nanda Vigo, la luce diventa una materia con cui progettare. Attraversa vetri, incontra superfici, moltiplica riflessi e modifica la percezione degli ambienti. Nei suoi lavori, geometria e sperimentazione sensoriale convivono: lo spazio diventa un’esperienza che cambia insieme allo sguardo e al movimento di chi lo attraversa. È una ricerca che trova espressione nei suoi Cronotopi, dove materiali industriali e luce aprono nuove possibilità di relazione tra spazio e tempo.
È questa libertà progettuale che vogliamo omaggiare: la capacità di immaginare un ambiente a partire dalle sensazioni che potrà generare, portando ogni scelta di forma, materia e superficie dentro un’unica visione.
Codice di avviamento fantastico: un’apertura verso altri mondi
Nel 2017, all’interno della mostra «Codice di avviamento fantastico. Alcantara e 6 artisti in viaggio nell’Appartamento del Principe», a Palazzo Reale di Milano, Nanda Vigo presenta CRASH (in the Royal Palace).
L’installazione mette in scena l’arrivo di un’astronave precipitata tra le pareti del palazzo. L’irruzione apre un passaggio verso un giardino alieno, animato dal colore e da una fontana di luce. Attraverso le lavorazioni e le tonalità di Alcantara, Vigo costruisce un incontro sorprendente tra l’architettura storica e un immaginario extraterrestre.
In questo incontro riconosciamo una delle qualità più affascinanti del suo linguaggio: il rigore del progetto lascia spazio allo stupore. L’ambiente acquista una dimensione narrativa e invita il visitatore a entrare, anche mentalmente, in una realtà possibile.
Per noi, la forza di questa visione sta proprio qui: nel rendere percepibile qualcosa che, fino a quel momento, apparteneva soltanto all’immaginazione.
POLIART: il dialogo tra visione artistica e materia
Visioni come quelle di Nanda Vigo ci invitano a riflettere sul contributo che POLIART può offrire ad artisti, designer e architetti.
Il nostro lavoro entra nel momento in cui un’intuizione cerca dimensioni, volumi e superfici. Un disegno deve trovare le proprie proporzioni nello spazio; una geometria deve conservare il suo carattere anche su grande scala; una finitura deve restituire la sensazione immaginata dal progettista.
La modellazione tridimensionale, la lavorazione del polistirene espanso con robot antropomorfi, la resinatura e la cura delle finiture sono gli strumenti che mettiamo a disposizione di questo percorso. Competenze con cui sviluppare sculture, elementi scenografici, installazioni e oggetti di design, attraverso il confronto con chi li ha immaginati.
In un progetto che esplora la percezione, anche un dettaglio costruttivo partecipa al risultato artistico. La continuità di una curva, la profondità di un rilievo, la grana di una superficie possono orientare il rapporto tra un volume e la luce. È su questi aspetti che il dialogo tra creatività e produzione può diventare particolarmente fertile.
Un omaggio che guarda alle possibilità future
Nanda Vigo ci offre uno stimolo a considerare ogni ambiente come un campo di sperimentazione. Per POLIART, raccogliere questo invito significa affiancare chi desidera esplorare nuove possibilità espressive, mettendo conoscenza dei materiali, tecnologia e sensibilità esecutiva al servizio del progetto.
Il nostro omaggio nasce da questa affinità: la curiosità verso ciò che ancora deve essere costruito e il desiderio di trovare il modo per realizzarlo.
Perché anche la visione più inattesa possa diventare uno spazio da attraversare, una presenza da incontrare, un’esperienza da ricordare.




